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Turismo Trieste

L’Arco capitolino fa capolino

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La città di Trieste fece parte dell’Impero Romano, le testimonianze di questa presenza sono numerose (soprattutto nell’area del Colle di San Giusto, il centro storico di Trieste) e gli scavi continuano a portarne continuamente di nuove alla luce: il Foro, il Teatro, l’Acquedotto, le mura, il torrione, strade…

Il nome Tergeste è di origine preromana, con base preindoeuropea: terg = mercato, ed il suffisso –este, tipico dei toponimi venetici.

Tergeste si sviluppò sul versante del colle di San Giusto rivolto verso il mare Adriatico, perché soleggiato, facilmente difendibile e protetto dalla Bora (vento di provenienza nord/nord-orientale, che soffia con particolare intensità specialmente verso l’Alto e Medio Adriatico. La sua caratteristica è di essere un vento “discontinuo” ovvero di manifestarsi con forti raffiche, intervallate da un’apparente calma di vento. A Trieste soffia con raffiche, dette “refoli”, specialmente in inverno, ed è denominata “Bora chiara” in presenza di cielo prevalentemente sereno e “Bora scura” con cielo coperto o molto nuvoloso).

Qui vennero costruiti i più importanti edifici pubblici e religiosi: la grande basilica che si affacciava al foro, i propilei (cioè un ingresso monumentale) e, forse, il tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva.

La città venne protetta da una cerchia muraria fatta costruire da Ottaviano (33-32 a.C.).  All’interno delle mura, come in tutte le città romane, si sviluppavano strade ad andamento ortogonale (cardi e decumani).

Il decumano (decumanus) era, nella pianificazione urbanistica romana, una strada con orientamento est-ovest in un accampamento militare o in una colonia. Il decumano principale era detto Decumanus maximus. Questo incrociava perpendicolarmente il cosiddetto Cardo Maximus, l’altra grande arteria principale.

Il cardine (cardo) è una via che corre in linea di massima in senso nord-sud nelle città romane basate su uno schema urbanistico ortogonale, ossia suddivise in isolati quadrangolari uniformi, in particolare per quanto riguarda le fondazioni coloniali.

Arco_Strada

L’Arco di Riccardo rappresenta uno dei principali monumenti triestini di epoca romana ed è ubicato nella zona di Trieste denominata “città vecchia” – “cità vecia” in dialetto triestino – che fu il centro storico di Trieste.

Si tratta di un’antica porta cittadina edificata nella seconda metà del I secolo a.C. all’epoca di Ottaviano Augusto.

Arco Riccardo

Diverse sono le interpretazioni legate al nome “Riccardo”. Gli studiosi propendono oggi per la tesi che si tratti di una deformazione del termine “cardo”, uno dei classici assi viari romani.

L’Arco ha un solo fornice (apertura arcuata degli archi romani) – alto più di 7 metri, largo più di 5 e profondo 2 – che è sempre rimasto in vista, nonostante sia stato parzialmente inglobato negli edifici circostanti. In occasione dei lavori del 1913, furono demolite le costruzioni che si addossavano al piedritto (sostegno verticale sul quale appoggia un arco) occidentale, che da allora è completamente visibile, mentre quello orientale è tuttora murato dentro un edificio che oggi ospita un ristorante sul cui sito leggiamo: “Se il ristorante è aperto non esitate ad entrare: oltre alla parte dell’arco non visibile dall’esterno, potrete ammirare il basamento di una porta tardo repubblicana rinvenuta proprio in occasione dei lavori di ristrutturazione dei locali”. (http://www.arcoriccardo-ristorante.it/index.htm )

Raggiungibile con gli autobus n. 15 – 16 – 24 (per gli orari ed i percorsi si consulti il sito http://www.triestetrasporti.it/ )

o anche a piedi. I parcheggi per le automobili più vicini si trovano sul lungo mare, a San Giusto, e, con pochissimi posti disponibili, nelle viuzze circostanti.

Indirizzo: Via del Trionfo (Piazza Barbacan)



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