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	<title>Turismo Trieste - TriesteLive.it</title>
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	<description>Turismo Trieste</description>
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		<title>Grotta Gigante, la grotta più grande del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lady_Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Natura/Paesaggio]]></category>
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Davvero possiamo dire che la Grotta Gigante è una grotta da guinness, tant&#8217;è vero che il suo nome non è stato scelto a caso, si tratta, difatti, della grotta turistica &#8220;più grande del mondo&#8221;! Essa è gestita dal gruppo speleologico più antico del mondo, ovvero dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan (CGEB &#8211; 1883).
Abbiamo quindi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-315" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/438px-Grottagigante1926.jpg" alt="438px-Grottagigante1926" width="438" height="599" /></p>
<p><strong>Davvero possiamo dire che la Grotta Gigante è una grotta da guinness</strong>, tant&#8217;è vero che il suo nome non è stato scelto a caso, si tratta, difatti, della<strong> grotta turistica &#8220;più grande del mondo&#8221;!</strong> Essa è gestita dal gruppo speleologico più antico del mondo, ovvero dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan (CGEB &#8211; 1883).</p>
<p>Abbiamo quindi un doppio primato e come dico sempre, ci troviamo sul Carso Triestino, vicino a questa città di records! <strong><a href="http://www.grottagigante.it/raggiungerci">Qui avete le indicazioni </a>per raggiungerla</strong>, ricordando che potete anche prenotare le visite.</p>
<p>Pensate che <strong>fu scoperta nel 1840 da Anton Frederick Lindner</strong>, mentre stava facendo una ricerca sul percorso sotterraneo del fiume Timavo. Divenne attrazione turistica solo nel 1908 grazie al Club dei Touristi Triestini. Mentre l&#8217;impianto di luci fu creato appena nel 1957 e recentemente è stato sostituito con uno nuovo, affinché possiate ammirare la grotta in tutto il suo splendore.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-318" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/gotta.jpg" alt="gotta" width="500" height="335" /></p>
<p><strong>La grotta ha una sola grande cavità che presenta le seguenti cifre:</strong></p>
<div>
<p><span> Profondità</span>: 120 metri<span><br />
Coordinate ingresso</span>:    45°42’38,8’’ N  &#8211;  13°45’55,8’’ E</p>
<p><span>Quota ingresso</span>: 275 m s.l.m.</p>
<p><span>Quota fondo</span>:     156 m s.l.m.<br />
<span> Altezza interna</span>: 107 m<br />
<span>Larghezza massima</span>: 65 m<br />
<span>Volume</span></p>
<p>sala centrale: 600.000 mc</p>
<p>(eq.ad un cubo di 84 metri di lato)<br />
<span>Età stimata</span>: 10 milioni di anni<br />
<span>Stalagmite più alta</span>: Colonna Ruggero 12 m<br />
<span>Lunghezza del percorso</span>: (turistico)   0.8 km<br />
<span>Lunghezza</span>: 260 m</p>
<p><span>Numero di gradini</span>: 360 circa a scendere e 360 a salire<br />
<span>Dislivello percorso</span>:    100 m<br />
<span>Durata della visita</span>:     50-55 minuti<br />
<span>Temperatura</span>: 11°C costanti<br />
<span>Umidità</span>: 96%</p>
<p><span>Ritmo di crescita stalagmiti</span>:        all’incirca di 0.01 mm/mese</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-304" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/spaccato-con-percorso.jpg" alt="spaccato-con-percorso" width="330" height="181" /></p>
<p><strong>E ora parliamo della visita, anche se prima sarà il caso che vi dotiate di scarpe di gomma e vestiti atti per stare a una temperatura di di 11°C</strong>. Inoltre vi conviene consultare<strong> gli <a href="http://www.grottagigante.it/orari">orari in questa pagina</a></strong> e dovrete per forza prenotare se siete una comitiva scolastica o un gruppo di almeno 25 persone.</p>
<p><strong>La visita dura 50 minuti e sarete accompagnati da una guida</strong> il cui costo è già compreso nel biglietto. In questo lasso di tempo <strong>percorrerete 360 gradini in pietra</strong> appoggiati alle rotaie offerte dalla Direzione dell’allora ferrovia austro-ungarica per il sostegno degli stessi.</p>
<p>Dall&#8217;alto resterete meravigliati della visione, vi sembrerà di vedere una valle lontana di notte. La nuova illuminazione vi accompagnerà in un percoros a zig zag fino a giungere alla base della caverna.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-320" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/400px-Stalagmite-Grotta-Gigante.JPG" alt="400px-Stalagmite-Grotta-Gigante" width="400" height="600" /></p>
<p><strong>Cosa vedrete?</strong></p>
<p><strong>Concrezioni con tonalità</strong> di colore che vanno dal giallo, al rosa, al rosso carico e si fondono fra loro, la più alta misura ben 7 metri; esse sono intercalate da stalattiti con foglie che trovano la sua massima espressione nel <strong>Palazzo delle Ninfe</strong>, un vero mare di stalattiti e stalagmiti.</p>
<p>Una leggera salita, ed eccovi, siete dinanzi alla <strong>Colonna Ruggero, la più alta stalagmite presente in grotta, 12 metri di altezza per quasi 4 di larghezza.</strong> Poi, passata la Sala dell&#8217;Altare, inizia la vera salita, il sentiero &#8220;Carlo Finocchiaro”, in memoria del grande speleologo triestino che per trent’anni diresse la Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, il più antico gruppo speleologico del mondo. Ma non vi demoralzizate, ne vale la pena e le vostre fatiche saranno ripagate.</p>
<p>Infine, una galleria arteficiale vi condurrà al <strong>Belvedere, situato a 100 metri d&#8217;altezza e dal quale si possono vedere centinaia di stalattiti e l&#8217;immensa caverna sotto ai vostri piedi.</strong> Qui potrete riprendere fiato estasiati dalla visione, prima di rientrare e concludere la visita.</p>
<p><strong>Ulteriori Info:</strong></p>
<p>Sito web/ <a href="http://www.grottagigante.it">www.grottagigante.it</a></p>
<p>Indirizzo/ Località Borgo Grotta Gigante 42/A,Sgonico (Trieste)</p>
<p>Tel.  e fax 040/327312</p>
<p>mail/<a href="mailto:info@grottagigante.it">info@grottagigante.it</a></p>
<p>Foto/ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_Gigante">Wikipedia</a>, F<a href="http://www.flickr.com/photos/chiaramarra/1252194484/">lickr</a></p>
</div>
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		<title>Merce, cultura e fede dalla Grecia: la chiesa di San Nicolò e il cimitero greco-orientale</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ziantina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1742 alcuni mercanti greci intervennero ad una fiera dove si vendeva merce proveniente da Trieste. Il vantaggioso prezzo di queste merci li incuriosì. Informati dai triestini dei privilegi e delle franchigie di cui godeva il porto tergestino, una volta ritornati in patria, promossero il vantaggioso commercio con Trieste. Ne citiamo due che possono essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1742 alcuni mercanti greci intervennero ad una <strong>fiera</strong> dove si vendeva merce proveniente da Trieste. Il vantaggioso prezzo di queste merci li incuriosì. Informati dai triestini dei <strong>privilegi</strong> e delle <strong>franchigie</strong> di cui godeva il <strong>porto tergestino</strong>, una volta ritornati in patria, promossero il vantaggioso commercio con Trieste. Ne citiamo due che possono essere considerati i “pionieri”: <strong>Giovanni Mainati</strong> (commerciante di legname) ed <strong>Atanasio Zalla</strong>, arrivato a Trieste con un primo carico di uva passa. La voce percorse tutta la costa adriatica e nel 1748 Trieste ospitava già sette famiglie greche, impegnate in piccole attività come la distillazione dell’acquavite e la tessitura di cappotti. Ben presto emerse nei Greci emigrati la necessità di disporre di un luogo di culto, ove poter celebrare le sacre funzioni secondo il rito della <strong>Chiesa Greco-Ortodossa</strong>.</p>
<p>Nel 1751 presero l’avvio i lavori per la costruzione della prima chiesa, in riva al Canal Grande, completata nel 1753 e dedicata alla <strong>Santissima Annunziata</strong> e a <strong>San Spiridione</strong>, nel cui sagrato adiacente avvennero le prime sepolture dei greci in territorio triestino.</p>
<p>Fu l’imperatore Giuseppe II, il 13 ottobre 1781, a pubblicare l’<strong>editto di tolleranza</strong> al quale seguì il decreto del 3 novembre 1781 in favore di tutte le confessioni cristiane diverse da quella cattolica. Così finalmente il 9 agosto 1782 venne concesso ai Greci il diritto di fondare formalmente la loro comunità a Trieste.</p>
<p>Il 1º dicembre 1782 nacque ufficialmente la <strong>Comunità Greco Orientale</strong>. Nel frattempo venne acquistato un terreno vicino all’odierna piazza Goldoni (l’ex palazzina del quotidiano “Il Piccolo”) da utilizzare in parte come <strong>cimitero</strong>, ed in parte per edificare un <strong>ospedale</strong> che sarà finito nel 1798. Il 18 febbraio 1787 venne finalmente consacrata alla <strong>Santissima Trinità</strong> e a <strong>San Nicolò</strong> (patrono dei marittimi, degli armatori e di tutti coloro in generale che lavorano con i traffici del mare, protettore dei perseguitati ingiustamente e dei fanciulli, dei farmacisti, profumieri, bottai e delle donne nubili) una nuova chiesa che, anche se non completamente finita, venne dotata di icone ed arredi sacri grazie alla munificenza dei fedeli greci.</p>
<p>Nel frattempo Trieste cresceva sia in estensione che in popolazione ed il progressivo sviluppo dell’area urbana costrinse il governatore a disporre nel 1817 il trasferimento di tutti i cimiteri a <strong>Sant’Anna</strong>. Per le loro sepolture i Greci scelsero allora il sito, ancor oggi utilizzato, in <strong>via della Pace</strong>, ricco di opere scultoree.</p>
<p>Nella sobria facciata neoclassica del tempio, visibile dal lungomare nei pressi di <strong>Piazza dell’Unità d’Italia</strong>, spiccano i due <strong>campanili</strong> e la <strong>cancellata</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-325" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-0911-235x300.jpg" alt="Facciata San Nicolo" width="235" height="300" /></p>
<p>La facciata della chiesa doveva avere il rosone circolare intero ma questo fu ridotto alla sola metà superiore per lasciare posto internamente alla cantoria.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-328" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-080-225x300.jpg" alt="Rosone e epigrafe sovrani austriaci" width="225" height="300" /></p>
<p>Per entrare nella chiesa, superata l’inferriata si accede ad un cortiletto antistante l’interno della chiesa. Sulla sinistra si notino due targhe marmoree riportanti l’elenco di <strong>benefattori</strong> e <strong>personaggi</strong> <strong>illustri</strong>.</p>
<p>La chiesa è a <strong>navata</strong> <strong>unica</strong> e la pavimentazione è in <strong>marmo</strong> a riquadri bianchi e neri.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-326" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-081-300x225.jpg" alt="Interno San Nicolo" width="300" height="225" /></p>
<p>Appena entrati, si nota subito <strong>l&#8217;iconostasi</strong> <strong>lignea</strong>, parete che separa il presbiterio (zona riservata solo ai sacerdoti) dai fedeli, splendente di intagli dorati e pitture, fulcro di tutto il luogo sacro, che s’innalza su tre gradini e attraverso tre porte permette l’entrata del sacerdote nella zona riservata al clero. Nei battenti di queste si trovano alcuni pannelli ovali dipinti a tempera rappresentanti i Santi Pietro e Paolo ed i Padri della Chiesa.</p>
<p>Nella parte superiore dell’iconostasi si intravedono tre tele raffiguranti Gesù nel <strong>Getzemani</strong>, la <strong>Deposizione</strong> e il <em><strong>Noli me tangere</strong></em> (“non mi trattenere” / “non mi toccare”: locuzione latina attribuita a Gesù, che l&#8217;avrebbe rivolta a Maria Maddalena subito dopo la resurrezione &#8211; cfr. Vangelo secondo Giovanni 20,17).</p>
<p>Nella parte di mezzo sono posti 21 dipinti a tempera su tavola con fondo oro che raffigurano scene evangeliche.</p>
<p>Nella parte inferiore ci sono 8 icone con copertura d&#8217;argento: San Nicola, la Madonna in Trono, il Cristo Re, la SS. Trinità, San Spiridione, la Madonna con Bambino, San Giovanni il Precursore; ai due lati le icone di San Giorgio e quella di Santa Caterina d&#8217;Alessandria.</p>
<p>Sulle pareti laterali si trovano due grandi quadri realizzati dal piranese <strong><a href="http://old.castello-miramare.it/cesaredellacqua/home.htm" target="_blank">Cesare Dell’Acqua</a></strong>: il primo raffigura la Predicazione di S. Giovanni Battista (1852), mentre il secondo Cristo nell’atto di benedire i bambini (1854).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-327" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-087-300x225.jpg" alt="Pulpito e Battista" width="300" height="225" /></p>
<p>Il <em><strong>pulpito</strong></em>, in legno riccamente decorato con stucchi dorati, presenta quattro pannelli a tempera che raffigurano i quattro santi evangelisti (Matteo, Marco, Luca, Giovanni).</p>
<p>Sovrastanti le navate si trovano le <strong>due balconate</strong>: quella inferiore, un tempo riservata al <em>gineceo</em>, mentre quella superiore è adibita a palco per il <em>coro</em>.</p>
<p>Sottoposta a doversi restauri, la chiesa venne completata a cavallo tra il 1819 e il 1821 dall’architetto <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Pertsch" target="_blank">Matteo Pertsch</a></strong> (uno dei massimi esponenti del <em>neoclassicismo italiano</em>: fu molto attivo a Trieste, dove realizzò diverse opere in stile neoclassico).</p>
<p>Oggi alla Comunità Greca triestina appartengono circa 600 persone. Tutte le attività della Comunità si devono svolgere secondo lo Statuto approvato il 17 marzo 1784 dalla Comunità e convalidato l’8 aprile 1786 dalle Autorità del tempo. Secondo i suggerimenti del presidente eletto vengono anche scelti i responsabili del culto, del cimitero, del coro e della biblioteca (di notevole interesse sono gli atlanti geografici, i vocabolari e le enciclopedie).</p>
<p>In questa chiesa, in occasione della ricorrenza del santo patrono, la sera del 5 dicembre si celebrano i vespri solenni.</p>
<p><strong>Raggiungibile con gli autobus</strong> n. 5 – 8 &#8211; 9 &#8211; 10 &#8211; 11 &#8211; 17 &#8211; 18 – 23 &#8211; 24 – 25 – 28 – 30</p>
<p><strong>Indirizzo</strong>: Riva III Novembre, 7 (capolinea autobus n. 10 e 17)</p>
<p><a href="http://www.comgrecotrieste.it/chiesa_ita.htm" target="_blank"><strong>Sito</strong> <strong>web</strong></a></p>
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		<title>Il Giardino Pubblico Muzio de Tommasini</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lady_Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura/Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Parco/Giardino botanico]]></category>

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Questo è uno dei principali, se non il principale, giardini pubblici di Trieste; non tanto per la grandezza ma per la sua collocazione. Difatti si situa in pieno centro cittadino, alla fine della via Battisti e inizio via Giulia, divenendo in questo modo un oasi ambita per una sana pausa in mezzo al verde.
Il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-271" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/muzio2.jpg" alt="muzio2" width="351" height="472" /></p>
<p>Questo è uno dei principali, se non il principale, <strong>giardini pubblici di Trieste</strong>; non tanto per la grandezza ma per la sua collocazione. Difatti si situa <strong>in pieno centro cittadino</strong>, alla fine della via Battisti e inizio via Giulia, divenendo in questo modo un oasi ambita per una sana pausa in mezzo al verde.</p>
<p>Il nome del giardino è ispirato al botanico e politico italiano <strong>Muzio Giuseppe Spirito de&#8217; Tommasini,</strong> (Trieste, giugno 1794 – Trieste, 31 dicembre 1879). Ed effettivamente nel giardino troviamo pure un busto a lui dedicato.</p>
<p>Nel giardino non troviamo solo il busto di Muzio Tommasini ma anche di diversi altri personaggi illustri che si svelano man mano percorriamo i sentieri ombreggiati dai alti fusti di alberi. In questo modo ci pare di fare una passeggiata immersi nella storia e gli alberi che l&#8217;hanno vista possono sussurrarcela, a volte aiutati dal sibilo del vento o della bora che fa frusciare le foglie.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-277" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/mappa.jpeg" alt="mappa" width="480" height="360" /></p>
<p>Una di queste storie riguarda <strong>Zeno, il personaggio del libro di Italo Svevo</strong> che spesso si recava in questa oasi cittadina. In un tratto del romanzo &#8220;<strong>La coscienza di Zeno</strong>&#8221; leggiamo: &#8220;Dapprima, per diversi giorni, giunsi solo al Giardino Pubblico e con la sincera intenzione di gioire di quel verde che apparisce tanto puro in mezzo al grigio delle strade e delle case che circondano. Poi, non avendo avuto la fortuna di imbattermi, come speravo, casualmente in lei, uscii dal Giardino per muovermi proprio sotto le sue finestre. Lo feci con una grande emozione che ricordava proprio quella deliziosissima del giovinetto che per la prima volta accosta l&#8217;amore&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-275" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/giochi.jpeg" alt="giochi" width="480" height="360" /></p>
<p>Un luogo legato ai amori ed emozioni  giovanili, dunque, ma anche <strong>adatto per gli anziani, i diversamente abili, gli adulti e i più piccoli</strong>. I bambini da 0 a 12 anni  godranno di giochi multifunzionali in legno, una pista di pattinaggio e giochi a &#8220;pavimento&#8221; quali la dama, gli scacchi e il gioco dell&#8217;oca. E&#8217; presente anche un area concerti, tavoli da ping pong gratuiti, toilettes, una caffetteria, nonché un cinema estivo all&#8217;aperto che ha costi veramente molto bassi.</p>
<p>Il giardino si presenta, dunque, come un luogo adatto a tutte le persone e a diverse attività, ma anche ottimo per chi è in cerca di pace. Diversi sono, difatti, i punti dove si può stare in tranquillità.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;area verde, invece, si snoda attraverso <strong>30.000 mq</strong>. ai quali potrete accedere attraverso i 7 cancelli nei seguenti orari: <strong>Orario estivo 7.00 &#8211; 20.00. Orario invernale 7.00 &#8211; 19.00. </strong>L&#8217;area è pianeggiante, con un alto valore paesaggistico; troviamo ben <strong>368 esemplari arborei</strong> di grandi dimensioni, fra questi citiamo platani e olmi accompagnati da specie esotiche.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-269" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/lago.jpeg" alt="lago" width="480" height="360" /></p>
<p>Molte sono anche le aiuole e arbusti che decorano il giardino, dove troviamo anche qualche gallina e <strong>splendidi cigni; questi nuotano beati nel lago</strong> collocato al centro del giardino. Questo piccolo lago è molto suggestivo, viene alimentato da un piccolo fiumiciattolo che sgorga fra le rocce. Nel mezzo si erge una piccola fontanella e inoltre il lago è collegato in parte da un piccolo ponticello di legno che rende l&#8217;atmosfera sublime.</p>
<p>In fin dei conti, un luogo da favola!</p>
<p>Per ulteriori info visitare il <a href="http://www.retecivica.trieste.it/parchi_giardini/default_copia%281%29.asp?sez=2&amp;pagina=m_tommasini_1.asp">sito del Comune.</a></p>
<p>Foto 1 (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Muzio_de_Tommasini_%281794-1879%29_018.jpg">wikipedia</a>), foto 2-3-4 (<a href="http://www.flickr.com/people/33276044@N03/">Lady_Anna</a>)</p>
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		<title>L&#8217;Arco capitolino fa capolino</title>
		<link>http://turismo.triestelive.it/239/larco-capitolino-fa-capolino/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ziantina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La città di Trieste fece parte dell’Impero Romano, le testimonianze di questa presenza sono numerose (soprattutto nell’area del Colle di San Giusto, il centro storico di Trieste) e gli scavi continuano a portarne continuamente di nuove alla luce: il Foro, il Teatro, l’Acquedotto, le mura, il torrione, strade…
Il nome Tergeste è di origine preromana, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La città di Trieste fece parte dell’<strong>Impero Romano</strong>, le testimonianze di questa presenza sono numerose (soprattutto nell’area del Colle di San Giusto, il centro storico di Trieste) e gli scavi continuano a portarne continuamente di nuove alla luce: il Foro, il Teatro, l’Acquedotto, le mura, il torrione, strade…</p>
<p>Il nome <strong>Tergeste</strong> è di origine preromana, con base preindoeuropea: terg = mercato, ed il suffisso –este, tipico dei toponimi venetici.</p>
<p>Tergeste si sviluppò sul versante del <strong>colle di San Giusto</strong> rivolto verso il mare Adriatico, perché soleggiato, facilmente difendibile e protetto dalla Bora (vento di provenienza nord/nord-orientale, che soffia con particolare intensità specialmente verso l&#8217;Alto e Medio Adriatico. La sua caratteristica è di essere un vento &#8220;discontinuo&#8221; ovvero di manifestarsi con forti raffiche, intervallate da un&#8217;apparente calma di vento. A Trieste soffia con raffiche, dette &#8220;refoli&#8221;, specialmente in inverno, ed è denominata &#8220;Bora chiara&#8221; in presenza di cielo prevalentemente sereno e &#8220;Bora scura&#8221; con cielo coperto o molto nuvoloso).</p>
<p>Qui vennero costruiti i più importanti edifici pubblici e religiosi: la grande basilica che si affacciava al foro, i propilei (cioè un ingresso monumentale) e, forse, il tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva.</p>
<p>La città venne protetta da una cerchia muraria fatta costruire da <strong>Ottaviano</strong> (33-32 a.C.).  All&#8217;interno delle mura, come in tutte le città romane, si sviluppavano strade ad andamento ortogonale (<strong>cardi e decumani</strong>).</p>
<p>Il decumano (decumanus) era, nella pianificazione urbanistica romana, una strada con orientamento est-ovest in un accampamento militare o in una colonia. Il decumano principale era detto Decumanus maximus. Questo incrociava perpendicolarmente il cosiddetto Cardo Maximus, l’altra grande arteria principale.</p>
<p>Il cardine (cardo) è una via che corre in linea di massima in senso nord-sud nelle città romane basate su uno schema urbanistico ortogonale, ossia suddivise in isolati quadrangolari uniformi, in particolare per quanto riguarda le fondazioni coloniali.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-241" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Arco_Strada-225x300.jpg" alt="Arco_Strada" width="225" height="300" /></p>
<p>L’<strong>Arco di Riccardo</strong> rappresenta uno dei principali monumenti triestini di epoca romana ed è ubicato nella zona di Trieste denominata “<strong>città vecchia</strong>” &#8211; &#8220;cità vecia&#8221; in dialetto triestino – che fu il centro storico di Trieste.</p>
<p>Si tratta di un’antica porta cittadina edificata nella seconda metà del I secolo a.C. all’epoca di Ottaviano Augusto.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-242" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Arco-225x300.jpg" alt="Arco Riccardo" width="225" height="300" /></p>
<p>Diverse sono le interpretazioni legate al nome “Riccardo”. Gli studiosi propendono oggi per la tesi che si tratti di una deformazione del termine “cardo”, uno dei classici assi viari romani.</p>
<p>L’Arco ha un solo <strong>fornice</strong> (apertura arcuata degli archi romani) – alto più di 7 metri, largo più di 5 e profondo 2 – che è sempre rimasto in vista, nonostante sia stato parzialmente inglobato negli edifici circostanti. In occasione dei lavori del 1913, furono demolite le costruzioni che si addossavano al <strong>piedritto</strong> (sostegno verticale sul quale appoggia un arco) occidentale, che da allora è completamente visibile, mentre quello orientale è tuttora murato dentro un edificio che oggi ospita un ristorante sul cui sito leggiamo: “Se il ristorante è aperto non esitate ad entrare: oltre alla <strong>parte dell&#8217;arco non visibile dall&#8217;esterno</strong>, potrete ammirare il <strong>basamento di una porta tardo repubblicana</strong> rinvenuta proprio in occasione dei lavori di ristrutturazione dei locali”. (<a href="http://www.arcoriccardo-ristorante.it/index.htm" target="_blank">http://www.arcoriccardo-ristorante.it/index.htm</a> )</p>
<p><strong>Raggiungibile con gli autobus</strong> n. 15 – 16 – 24 (per gli orari ed i percorsi si consulti il sito <a href="http://www.triestetrasporti.it/" target="_blank">http://www.triestetrasporti.it/</a> )</p>
<p>o anche a piedi. I <strong>parcheggi</strong> per le automobili più vicini si trovano sul lungo mare, a San Giusto, e, con pochissimi posti disponibili, nelle viuzze circostanti.</p>
<p><strong>Indirizzo</strong>: Via del Trionfo (Piazza Barbacan)</p>
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		<title>Tutto il Carso in un giardino</title>
		<link>http://turismo.triestelive.it/180/tutto-il-carso-in-un-giardino/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 20:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Violetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Natura/Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Parco/Giardino botanico]]></category>
		<category><![CDATA[Carsiana]]></category>
		<category><![CDATA[carso]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino Botanico]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[Sgonico]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siete appassionati di botanica o se, più semplicemente, amate la natura e volete conoscerla meglio, il Giardino Botanico Carsiana fa al caso vostro.

Situato a 18 chilometri da Trieste, sulla strada che collega Gabrovizza a Sgonico, Carsiana è stato creato al fine di raccogliere in un unico ambiente la grande varietà di specie vegetali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete appassionati di botanica o se, più semplicemente, amate la natura e volete conoscerla meglio, <strong>il Giardino Botanico Carsiana</strong> fa al caso vostro.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-196" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/1.-ingresso-300x198.jpg" alt="1. ingresso" width="300" height="198" /></p>
<p>Situato a 18 chilometri da Trieste, sulla strada che collega Gabrovizza a Sgonico, Carsiana <strong>è stato creato al fine di raccogliere in un unico ambiente la grande varietà di specie vegetali che caratterizza l’altopiano carsico</strong>, fra Italia e Slovenia. A questo scopo, il giardino è stato allestito all’interno di una vasta <strong><em>dolina</em></strong>, cioè una depressione del terreno originata da fenomeni di carsismo.</p>
<p>La fondazione di Carsiana risale al 1964; otto anni dopo la struttura fu aperta al pubblico, con il sostegno dell’Amministrazione provinciale di Trieste.</p>
<p>Oggi <strong>il giardino raccoglie più di 600 specie vegetali</strong>, che trovano posto nelle ricostruzioni dei rispettivi ambienti naturali. Ogni specie è identificata da un cartellino che, oltre a contenere il nome scientifico in latino, italiano e sloveno, fornisce anche alcune brevi informazioni.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-197" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/2-300x225.jpg" alt="2" width="300" height="225" /></p>
<p>Godendo della piacevole ombra di frassini, roverelle e carpini neri potrete percorrere i vialetti che si snodano all’interno di <strong>un’area di oltre 5000 metri quadrati</strong> e ammirare esemplari tipici della landa carsica, come la fragola vellutina, la genzianella primaticcia, o la <em>Viola mirabilis</em>, che cresce nel microclima umido della dolina.</p>
<p>Non mancano varietà di piante dall’uso “gastronomico” (aglio, tanaceto e corniolo), che convivono con esemplari velenosi, come la celeberrima digitale purpurea.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-198" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/3-300x225.jpg" alt="3" width="300" height="225" /></p>
<p>D’obbligo una sosta presso <strong>lo stagno di ninfee</strong>, che con la sua gradevole frescura non manca mai di attrarre turisti, bambini e…altri piccoli ospiti. <strong>Carsiana è infatti l’<em>habitat</em> ideale per anfibi, uccelli e rettili</strong>; con un po’ di fortuna potreste avvistare un esemplare di <em>algiroide magnifico</em>, lucertola di colore scuro lunga circa 20 cm e tipica del territorio di Trieste e Gorizia.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-199" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/4-300x225.jpg" alt="4" width="300" height="225" /></p>
<p>La mappa (che potete scaricare <a href="http://www.carsiana.eu/pages_it/images/hi/mapCarsiana_it_max.jpg">qui</a>) permette di orientarsi all’interno del giardino; <strong>il personale di Carsiana fornisce inoltre <em>depliant</em> esplicativi in diverse lingue</strong> (italiano, sloveno, inglese, tedesco) ed è a disposizione per visite guidate.</p>
<p><strong>Dal 2001 la Provincia di Trieste ha affidato la gestione di Carsiana alla cooperativa <em><a href="www.curiosidinatura.it">Curiosi di natura</a></em></strong>, formata da laureati e esperti in discipline ambientali. La cooperativa organizza attività specifiche per le scuole, con esperimenti e osservazioni dal vivo che permettono di conoscere meglio il Carso e la sua vegetazione. Da maggio a ottobre i bambini di scuole materne, centri estivi e ricreatori possono inoltre partecipare a laboratori di giardinaggio.</p>
<p><strong>Il giardino è aperto da aprile a ottobre</strong>; con la bella stagione il Carso sfoggia infatti i suoi colori più suggestivi, come il rosso intenso del <em>sommacco</em>. <strong>Alle famiglie con bambini consigliamo di visitare Carsiana durante i giorni festivi</strong>: i più piccoli potranno partecipare ai giochi didattici organizzati dal personale, come le cacce al tesoro, mentre i genitori si godranno una passeggiata nella natura rilassante e, perché no, istruttiva.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INDIRIZZO: </strong>Sgonico 55, 34010 Sgonico (TS).</p>
<p><strong>COME RAGGIUNGERLO:</strong> da Trieste, Piazza Oberdan, con la linea 46. Dall’autostrada: da Monfalcone uscita a Sgonico; da Opicina uscita a Prosecco.</p>
<p><strong>APERTURA E ORARI:</strong> Carsiana è aperto dal 25 aprile al 15 ottobre. Le visite sono possibili tutti i giorni (anche festivi), tranne il lunedì, dalle 10 alle 13; sabato, domenica e festivi anche dalle 15 alle 19.</p>
<p><strong>COSTO BIGLIETTO:</strong> intero 3 euro, ridotto 2 euro.</p>
<p style="text-align: left"><strong>Per informazioni e prenotazioni </strong>visitate il <a href="http://www.carsiana.eu/">sito ufficiale </a>(in italiano, sloveno, inglese e tedesco) o <strong>telefonate al numero </strong>(+39) 040 229573.</p>
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		<title>Santa Maria Maggiore: basilica mancata, meraviglia assicurata</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 21:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ziantina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Muoversi a Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Trieste, ed in maniera sottintesa i triestini, si definisce una città “laica”. Ciononostante, vi è una tradizione che non passa di moda e che vede partecipi, forse, più che i “cattolici praticanti” proprio chi non è un habitué delle sacrestie: parliamo della “Madonna della Salute”.
Il tutto ebbe origine nel 1849, quando un’epidemia di colera infestava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trieste, ed in maniera sottintesa i triestini, si definisce una città “laica”. Ciononostante, vi è una tradizione che non passa di moda e che vede partecipi, forse, più che i “cattolici praticanti” proprio chi non è un habitué delle sacrestie: parliamo della “<strong>Madonna della Salute</strong>”.</p>
<p>Il tutto ebbe origine nel 1849, quando un’<strong>epidemia di colera</strong> infestava anche la città di Trieste. Il 15 ottobre di quell’anno, per impetrare la cessazione della pestilenza, un busto marmoreo raffigurante la Madonna col Bambino Gesù fu portato in processione ed il 21 novembre la cerimonia si ripeté in segno di riconoscenza per la grazia ricevuta (PGR).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-183" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-085-225x300.jpg" alt="Quadro processione" width="225" height="300" /></p>
<p>Dal 1957 la statua detta della <strong>Madonna dei Fiori</strong> è collocata per volontà dell’allora vescovo Mons. Antonio Santin, in via del Teatro Romano, sotto il muraglione del Collegio gesuitico, all&#8217;ingresso del palazzo dell&#8217;INAIL. All&#8217;interno della Cappella ci sono anche due quadri di Dino Predonzani che ricordano il ritrovamento del busto e la prima processione del 1849.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-184" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/INAIL-300x225.jpg" alt="INAIL" width="300" height="225" /></p>
<p><strong>Ogni anno, il 21 novembre</strong>, mantenendo fede ai voti fatti per la grazia ricevuta, le autorità religiose e civili con tutta la popolazione salgono a Santa Maria Maggiore in ringraziamento e per impetrare ulteriori aiuti divini alla Madonna della Salute.</p>
<p>La storia della chiesa di Santa Maria Maggiore è molto movimentata, sia parlando del clero che via via l’ha officiata (inizialmente i <strong>gesuiti</strong>, poi i <strong>frati minori francescani</strong>, ora il <strong>clero diocesano</strong>), sia dell’utilizzo fatto degli ambienti annessi (<strong>collegio</strong>, <strong>carcere</strong> femminile, <strong>centro</strong> di accoglienza per gli <strong>esuli istriani</strong>, <strong>scuola</strong> media, oratorio, foresteria…).</p>
<p>Ma perché Santa Maria Maggiore è una tappa imperdibile per chi visita Trieste?</p>
<p>I motivi sono molteplici: perché come <strong>chiesa barocca</strong> non ha eguali in provincia, per i <strong>sotterranei</strong> (visitabili in tutta sicurezza grazie ai volontari speleologi), per il prezioso <strong>organo</strong> restaurato nel 2009 (che ha dalla sua anche la splendida acustica di questa chiesa), per la presenza delle spoglie del beato <strong>Monaldo da Capodistria</strong>, morto nel 1278, per il <strong>pulpito</strong> settecentesco, per le tele della <strong>Via Crucis</strong>, opera di Carlo Wostry…</p>
<p>La visita inizia già all’esterno, dalla monumentale <strong>facciata</strong> barocca, con le lesene coi capitelli ionici. Nel 1956, quando fu inaugurata la <strong>Scalinata delle Medaglie d’Oro</strong>, la prospettiva dal basso verso l’alto acquistò un senso di maestà ancora maggiore.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-185" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Scalinata-225x300.jpg" alt="Scalinata Medaglie d'Oro" width="225" height="300" /></p>
<p>La pianta, a <strong>croce latina</strong>, è divisa in <strong>tre navate</strong> da due file di pilastri. La navata centrale si dilata in corrispondenza della <strong>cupola ottagonale emisferica</strong> (quando soffia la Bora sembra sfidarla in un duello fra titani, diventando quasi una questione d’ordine “spirituale”, senza però dimenticare il francescano “<strong>Laudato si&#8217;, mi&#8217; Signore, per frate Vento</strong>”). In fondo al braccio sinistro del transetto si trova l’altere dedicato a Sant’Ignazio di Loyola, dalla parte opposta quello a San Francesco Saverio, rispettivamente fondatore della Compagnia di Gesù e uno dei suoi primi compagni.</p>
<p>Nella navata sinistra, appena oltrepassata la porta d’ingresso, si incontra il fonte battesimale in marmo policromo e le quattro vele della volta a crociera con personaggi biblici.</p>
<p>Proseguendo si trova l’altare dell’Angelo Custode con la pala d’altare che raffigura Tobiolo con l’Angelo.</p>
<p>Lì vicino è stata costruita la grotta della Madonna di Lourdes.</p>
<p>Oltrepassato il braccio del transetto, si nota una scaletta che porta al pulpito marmoreo ed in fondo alla navata, la cappella a sinistra dell’altare maggiore è dedicata al Crocefisso.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-187" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-109-225x300.jpg" alt="Pulpito" width="225" height="300" /></p>
<p>Nella navata destra, la prima campata è occupata dall’altare dedicato alla Madonna delle Grazie, dono del barone Pasquale Revoltella.</p>
<p>L’altare successivo presenta ai fedeli ed ai visitatori i <strong>Santi Martiri Triestini</strong> (Giusto, Sergio, Servolo, Lazzaro, Apollinare, Eufemia, Tecla, Giustina) affiancato dalle statue di Sant’Antonio e San Giuseppe.</p>
<p>La cappella a destra dell’altare maggiore è dedicata alla <strong>Madonna della Salute</strong>. Il quadro della Vergine è attribuito al Sassoferrato o alla sua scuola.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-186" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-105-225x300.jpg" alt="Vergine del Sassoferrato" width="225" height="300" /></p>
<p>L’altare maggiore è dedicato all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria ed è arricchito da quattro statue di santi gesuiti e da due angeli in preghiera.</p>
<p>L’attuale abside presenta un grande affresco a tempera con l’Apoteosi dell’Immacolata di Sebastiano Santi.</p>
<p>Nella chiesa si trovano anche numerose nicchie vuote, tipiche degli edifici sacri di architettura gesuitica (l’intento era quello di riempirle in seguito con le statue di nuovi santi della Compagnia di Gesù).</p>
<p>Negli anni &#8216;80 l&#8217;allora parroco iniziò le pratiche affinchè Santa Maria Maggiore divenisse &#8220;<strong>Basilica Minore</strong>&#8220;, la richiesta però non trovò mai seguito.</p>
<p>L’edificio negli ultimi anni sta beneficiando di numerosi restauri ma purtroppo vi sono ancora delle barriere architettoniche, per cui il visitatore in sedia a rotelle avrà delle difficoltà ad entrare in chiesa, anche se la parrocchia e le istituzioni si stanno organizzando per abbatterle.</p>
<p><strong>Raggiungibile con gli autobus</strong> n. 5 &#8211; 9 &#8211; 10 &#8211; 11 &#8211; 17 &#8211; 18 – 23 &#8211; 24 – 25 – 28 – 30  (anche se in questa parte della città girare a piedi è meglio &#8211; ma ben più faticoso!)</p>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Via del Collegio, 6 (entrata laterale chiesa e sotterranei: Piazza San Silvestro)</p>
<p><strong>Tel.</strong> 040 632920</p>
<p><strong>Sito internet:</strong> <a href="http://www.santamariamaggiore.191.it" target="_blank">http://www.santamariamaggiore.191.it</a></p>
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		<title>San Silvestro: monumento nazionale e ganglio ecumenico-culturale</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 11:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ziantina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Muoversi a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[basilica]]></category>
		<category><![CDATA[ecumenico]]></category>
		<category><![CDATA[elvetica]]></category>
		<category><![CDATA[organo]]></category>
		<category><![CDATA[porto franco]]></category>
		<category><![CDATA[valdese]]></category>

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		<description><![CDATA[ La città di Trieste ha una vocazione ecumenica ed interreligiosa ben radicata. Fra le varie comunità religiose presenti, vi è quella cattolica, quella greco-orientale, quella serbo-ortodossa, l’evangelica luterana di confessione augustana, le comunità evangeliche riformate elvetica e valdese, la comunità anglicana e quella ebraica.
Alcune di queste sono presenti in città da molti secoli; altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>La città di Trieste ha una vocazione ecumenica ed interreligiosa ben radicata. Fra le varie comunità religiose presenti, vi è quella cattolica, quella greco-orientale, quella serbo-ortodossa, l’evangelica luterana di confessione augustana, le comunità evangeliche riformate elvetica e valdese, la comunità anglicana e quella ebraica.</p>
<p>Alcune di queste sono presenti in città da molti secoli; altre si sono insediate o rafforzate nel XVIII secolo con la proclamazione del Porto Franco da parte di Carlo VI d&#8217;Asburgo in modo da favorire l’insediamento di commercianti provenienti da varie parti d’Europa e del Mediterraneo e poi con l’ulteriore sviluppo dell’espansione urbanistica della città che si ebbe con sua figlia Maria Teresa; altre sono ancora in formazione a seguito dei recenti fenomeni di immigrazione (si pensi, ad esempio, alla comunità cinese, rumena, senegalese).</p>
<p>Luogo di culto delle Comunità Evangeliche Riformate Elvetica e Valdese è la <strong>Basilica di San Silvestro</strong>, la più antica chiesa della città (eccezion fatta per la <strong>Basilica Paleocristiana</strong> – resti visitabili in via Madonna del Mare – la cui costruzione si fa risalire tra la fine del IV secolo ed il VI), essendo stata edificata per volere del vescovo Bernardo intorno al sec. XI, fuori dalle mura romane, nel luogo in cui la tradizione vuole ubicare la casa delle sante martiri Eufemia e Tecla. Fino al 1784 fu un’importante chiesa di culto cattolico: una lapide ci ricorda essere stata <strong>&#8220;primum templum et Cathedrale&#8221;</strong> della città.</p>
<p>Si trova sul <strong>colle di San Giusto</strong>, a metà strada fra il Teatro Romano e la Cattedrale di San Giusto, nel rione di Cittavecchia, di fianco la chiesa di Santa Maria Maggiore e a pochi passi dall&#8217;Arco di Riccardo.</p>
<p>Un rosone essenziale campeggia sulla facciata e davanti a quella che fu la porta principale.</p>
<div class="mceTemp">
<dl style="width: 310px;">
<dt><img class="size-medium wp-image-167" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/Rosone-300x225.jpg" alt="Rosone sulla facciata" width="300" height="225" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Rosone sulla facciata</dd>
</dl>
</div>
<p>C’è il portico romanico, sormontato dal campanile che probabilmente fu un’antica torre di difesa lungo le mura della città.</p>
<div id="attachment_168" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-168" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/Portico-225x300.jpg" alt="Portico romanico sormontato dal campanile" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Portico romanico sormontato dal campanile</p></div>
<div id="attachment_170" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-170" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/Torre1-300x225.jpg" alt="Torre vista dal sagrato di Santa Maria Maggiore" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Torre vista dal sagrato di Santa Maria Maggiore</p></div>
<p>Un altro torrione difensivo facente parte delle mura romane e risalente al IV sec. d.C., sito in basso a destra guardando la Scalinata delle Medaglie d’Oro, che sale da Via del Teatro Romano, è stato restaurato nel 2008.</p>
<div id="attachment_169" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-169" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/Scalinata_Torrione-300x225.jpg" alt="Santa Maria Maggiore sulla sinistra, San Silvestro sulla destra, in basso a destra scorcio del torrione" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Santa Maria Maggiore sulla sinistra, San Silvestro sulla destra, in basso a destra scorcio del torrione</p></div>
<p>La chiesa presenta una pianta di forma irregolare priva di abside, con una navata centrale e due navate laterali minori separate da un colonnato a tre elementi. Il soffitto è a capriata. I resti degli affreschi che ancora si possono vedere risalgono all’inizio del XIV secolo: quelli a destra rappresentano scene della vita dell’Imperatore Costantino, quelli a sinistra raffigurano l’Annunciazione.</p>
<p>Alcuni membri della Comunità Evangelica di Confessione Elvetica, in gran parte immigrati svizzeri dai Grigioni (da cui l’intitolazione della via prospiciente la facciata con la piccola scalinata), la acquistarono e, dopo averla restaurata in modo sobrio, la riaprirono al culto riformato, dedicandola a Cristo Salvatore. Nel 1927, a causa dei danni causati da un violento terremoto, fu restaurata, ritornando al primitivo stile del trecento e, nel 1928, in virtù delle sue caratteristiche peculiari e della sua rilevanza storica, la Basilica fu dichiarata monumento nazionale.</p>
<p>L&#8217;organo è stato di recente completamente restaurato ed essendo questa a tutt’oggi una delle chiese in Trieste con la migliore acustica interna, vi si tengono anche rassegne organistiche. La Basilica è sede di incontri ecumenici e le comunità hanno anche sviluppato una certa presenza culturale e promuovono conferenze e concerti.</p>
<p><strong>Raggiungibile con gli autobus</strong> n. 5 &#8211; 9 &#8211; 10 &#8211; 11 &#8211; 17 &#8211; 18 – 23 &#8211; 24 – 25 – 28 – 30 (ma in questa parte della città girare a piedi è meglio &#8211; anche se ben più faticoso!)<br />
<strong>Indirizzo:</strong> Piazza San Silvestro, 1<br />
<strong>Tel.</strong> 040 632770</p>
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		<title>Molo Audace, una passeggiata che porta fortuna</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lady_Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Natura/Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Passeggiata/Strada/Lungomare]]></category>

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Foto Lady_Anna


Questo Audace Molo lo troviamo in pieno centro di Trieste, per l&#8217;esattezza sulle sue rive, quasi di fronte al Canal Grande e a due passi da Piazza Unità d&#8217;Italia (la più grande d&#8217;Europa aperta sul mare). Possiamo raggiungerlo anche facilmente dalla stazione centrale di treni e una visita è sicuramente ben meritata, specialmente se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left">
<dl>
<dt><a href="http://www.flickr.com/photos/33276044@N03/3604878177/in/set-72157622045389898/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3308/3604878177_22f8107766_o.jpg" alt="Lady_Anna" width="480" height="360" /></a></dt>
<dd>Foto Lady_Anna</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left"><strong>Questo Audace Molo lo troviamo in pieno centro di Trieste</strong>, per l&#8217;esattezza sulle sue rive, quasi di fronte al Canal Grande e a due passi da Piazza Unità d&#8217;Italia (la più grande d&#8217;Europa aperta sul mare). Possiamo raggiungerlo anche facilmente dalla stazione centrale di treni e una visita è sicuramente ben meritata, specialmente se la giornata si prospetta candida, anche perché dicono che <strong>passeggiare sul molo porti fortuna</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Il molo che potete vedere oggi è costruito sulla base di un ben più antico molo, il così conosciuto come <strong>Molo San Carlo</strong>. Questo misuraba solo 95 metri, molto più piccolo dell&#8217;attuale, e non era attaccato alla terraferma se non che per un piccolo ponte di legno al quale era unito. Effettivamente all&#8217;epoca erano molto in voga le strutture galleggianti, come alcuni bagni estivi che sarebbero stati costruiti anni dopo proprio nelle vicinanze e che venivano smontati durante la stagione invernale.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left">
<dl>
<dt><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Molo_San_Carlo.jpg"><img class="  " src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5b/Molo_San_Carlo.jpg/800px-Molo_San_Carlo.jpg" alt="Wikipedia, Molo San Carlo" width="448" height="236" /></a></dt>
<dd>Foto Wikipedia, Molo San Carlo</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left">Ritornano al nostro iniziale molo, ci resta da dire che <strong>venne costruito tra il 1743 e il 1751 </strong>sopra il relitto di una nave affondata nel porto di Trieste nel 1740, <strong>la nave San Carlo</strong> appunto, dalla quale prese il nome.</p>
<p style="text-align: left">Nei anni successivi venne allungato ben due volte sino a raggiungere la <strong>lunghezza attuale di 246 metri,</strong> ponticello di legno venne eliminato e si unì il molo direttamente alla terraferma.</p>
<p style="text-align: left">La sua funzione principale era quella di far attraccare le navi di passeggeri e mercantili; si ricorda che il Porto di Trieste, oggi come ieri aveva un gran movimento, secondo solo a Genova.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left">
<dl>
<dt><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Torpediniera_audace.jpg"><img class=" " src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/c/c0/Torpediniera_audace.jpg" alt="Wikipedia, Torpediniera Audace" width="420" height="285" /></a></dt>
<dd>Foto Wikipedia, Torpediniera Audace</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left"><strong>Ma il 3 novembre del 1918 la sua sorte cambiò completamente.</strong> Ci troviamo nell&#8217;anno della fine della Prima Guerra Mondiale quando <strong>la nave Audace entra nel porto di Trieste </strong>e attracca nel Molo Audace; stiamo parlando della prima nave italiana a varcare le acque triestine.</p>
<p style="text-align: left">Questo evento passa alla storia e il molo cambia nome in onore alla nave, <strong>diventando appunto Molo Audace</strong>. Sulla estremità del molo viene eretta la famosa <strong>Rosa dei Venti</strong> in bronzo; essa presenta al centro un epigrafe sorretta da una colonna in pietra bianca: &#8220;Approdo a questo molo la R. Nave Audace, prima col vessilio d&#8217;Italia, III Novembre MCMXVIII&#8221;. L&#8217;ancora della nave Audace, invece, è conservata alla base del <a href="http://turismo.triestelive.it/19/il-faro-col-raggio-piu-lungo-deuropa/">Faro della Vittoria</a>, che tra l&#8217;altro è anche visibile dal Molo.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: left">
<dl>
<dt><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Molo_audace_03-2008_2.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/50/Molo_audace_03-2008_2.jpg/450px-Molo_audace_03-2008_2.jpg" alt="Wikipedia, Rosa dei Venti" width="450" height="600" /></a></dt>
<dd>Foto Wikipedia, Rosa dei Venti</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left">Col tempo i vari traffici marini si sono spostati verso altre zone del porto, anzi, oggi per lo più gli troviamo nel porto nuovo che è abbastanza più distante dal suddetto molo. In conseguenza a ciò, la funzione del molo stesso è cambiata ed è divenuta per lo più<strong> luogo di passeggio</strong>, raramente vi attraccano navi e ad ogni modo sono solo di passaggio. C&#8217;è anche un punto di atteraggio per elicotteri, ma anche questo viene usato solo in occasioni speciali.</p>
<p style="text-align: left">Non è difficile, quindi, trovare persone che camminano avanti e indietro, specialmente in estate. Anche perché <strong>da qui il panorama è ammirevole</strong>: Mare, monti e edifici di grande architettura, si vede anche Piazza Unità e vederla dal molo, specialmente per Natale che è tutta illuminata, è una vera meraviglia. Inoltre, se spingiamo lo sguardo all&#8217;orizzonte, possiamo intravedere le vette innevate delle Alpi Giulie.</p>
<p style="text-align: left">In conclusione, un luogo sicuramente da visitare e che per la famosa regata <strong>La Barcolana</strong>, si anima in ogni senso.</p>
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		<title>Un antico teatro sul mare</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 21:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Violetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piazza Unità d’Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
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Situato nella via omonima, a soli cinque minuti da Piazza Unità d’Italia, il Teatro Romano costituisce una delle più suggestive vestigia dell’antica Tergeste.
L’edificio sorge in pieno centro città, ai piedi del colle di S. Giusto, al quale parzialmente si appoggia. È interamente costruito in muratura, fatta eccezione per il palcoscenico e la parte più alta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-212  aligncenter" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/Teatro-Romano-1-300x225.jpg" alt="Teatro Romano 1" width="300" height="225" /></p>
<p>Situato nella via omonima, a soli cinque minuti da Piazza Unità d’Italia, il <strong>Teatro Romano</strong> costituisce una delle più suggestive vestigia <strong>dell’antica <em>Tergeste</em></strong>.</p>
<p><strong>L’edificio sorge in pieno centro città, ai piedi del colle di S. Giusto</strong>, al quale parzialmente si appoggia. È interamente costruito in muratura, fatta eccezione per il palcoscenico e la parte più alta delle gradinate, ora perduti, che erano in legno.</p>
<p><strong>La <em>cavea</em></strong> (cioè la parte che ospita le gradinate) <strong>ha un diametro di quasi 65</strong> <strong>metri</strong> ed è cinta da un muro perimetrale, che non si è conservato in tutta l’altezza originaria (altezza massima: m 16,40). Della pavimentazione della scena restano solo alcuni blocchi di arenaria, parzialmente ricoperti da cemento.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-232" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/Teatro-Romano-2-300x225.jpg" alt="Teatro Romano 2" width="300" height="225" /></p>
<p>Al momento della sua edificazione, in età augustea (fra I sec. a.C. e I sec. d.C.)., <strong>il teatro si affacciava direttamente sul mare</strong>; in età romana, infatti, la linea di costa giungeva sino alla fila di palazzi dietro Piazza Unità. Per i circa 6000 spettatori che la struttura poteva ospitare la vista doveva dunque essere particolarmente suggestiva.</p>
<p>A partire dall’età medievale il teatro subì un lento decadimento e su di esso fu costruito un fitto agglomerato di case, che lo nascose completamente. <strong>Ricordo del passato rimane nel toponimo di <em>Rena vecia</em> (“Arena vecchia”) attribuito al quartiere.</strong></p>
<p>Grazie anche agli studi ottocenteschi dell’architetto triestino Pietro Nobile, <strong>fra il 1937 e il 1938 venne avviata una grande campagna archeologica che permise di riportare alla luce l’intera struttura</strong>; lo scavo si inseriva in un più ampio progetto di risanamento dell’area di Cittavecchia, che prevedeva anche la demolizione delle abitazioni sorte sopra il teatro.<br />
I lavori furono condotti in maniera frettolosa, per l’urgenza di restituire l’edificio alla città in occasione delle celebrazioni del 21 aprile, nel quale si inauguravano le opere pubbliche realizzate dal regime fascista. Lo scavo resta dunque poco documentato, anche se l’impresa ebbe eco vastissima nella stampa locale.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://digilander.libero.it/Trieste.Storia/FOTO.index.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-216" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2010/01/teatro-anni-trenta-300x210.jpg" alt="teatro anni trenta" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Furono rinvenuti <strong>molti frammenti di statue, ora conservati presso i Civici Musei di Storia e Arte di Trieste</strong>, originariamente appartenenti alla decorazione dell’edificio. Di particolare rilievo sono una testa di imperatore (probabilmente Tito), una statua di Atena/Minerva e un busto-ritratto probabilmente riferibile al <strong>cavaliere tergestino Quinto Petronio Modesto</strong>.</p>
<p>Questo personaggio è menzionato anche in tre epigrafi, portate alla luce dagli scavi; vissuto durante il regno dell’imperatore <strong>Traiano</strong> (98-117 d.C.), è ricordato per aver largamente contribuito, dal punto di vista economico, ai lavori di sistemazione e abbellimento del teatro.</p>
<p>Dalla fine della seconda guerra mondiale l’edificio è stato oggetto di ampi interventi, prima di liberazione dalle macerie post-belliche, poi di ristrutturazione. Della struttura originale non si conserva moltissimo: parte della cavea e della scena, oltre alle basi dei pilastri del portico. <strong>Grazie ai lavori di manutenzione l’effetto, per il turista, è comunque suggestivo</strong>.</p>
<p>Il teatro ha anche conservato la sua funzione originaria ed è spesso sede, durante il periodo estivo, di spettacoli. Seduti sulle stesse gradinate che gli abitanti di Tergeste occupavano quasi due millenni fa, <strong>gli spettatori possono godere di varie rappresentazioni in una cornice incantevole, resa ancora più seducente dalla leggera <em>bavisela</em> che spesso soffia dal mare.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INDIRIZZO:</strong> via del Teatro Romano, Trieste.<br />
Il teatro si raggiunge facilmente a piedi da Piazza Unità d’Italia.</p>
<p><strong>INGRESSO:</strong> La visita della struttura è libera e possibile tutti i giorni dell’anno; l’accesso alle gallerie interne non è consentito.</p>
<p><strong>ALTRE INFO:</strong> La guida più esaustiva alla storia del Teatro Romano di Trieste dalla costruzione alla riscoperta è: <em><a href="http://www.erudist.net/en/livre/?GCOI=26000100860220">Il Teatro romano di Trieste : Monumento, storia, funzione</a></em>, a cura di Monika Verzár-Bass.</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/Trieste.Storia/FOTO.index.html">Fonte della foto in b/n</a></p>
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		<title>Il faro col raggio più lungo d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 21:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lady_Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aeroporto/Stazione/Porto]]></category>
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Certo è che le cifre di questo faro sono impressionanti. Iniziamo dicendo che ha il raggio più lungo d&#8217;Europa, difatti la sua portata luminosa è pari a 31 miglia marine. Mentre come altezza, coi suoi 68,85 metri, costituisce di per sé il quarto faro più alto del mondo!
Si colloca sul Poggio di Gretta, un rione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-45 aligncenter" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/faro-della-vittoria.jpg" alt="faro della vittoria" width="375" height="500" /><em></em></p>
<p>Certo è che le cifre di questo faro sono impressionanti. Iniziamo dicendo che <strong>ha il raggio più lungo d&#8217;Europa</strong>, difatti la sua portata luminosa è pari a 31 miglia marine. Mentre come altezza, coi suoi 68,85 metri, costituisce di per sé <strong>il quarto faro più alto del mondo!</strong></p>
<p><strong>Si colloca sul Poggio di Gretta, un rione di Trieste</strong>, a un altezza di 128,85 m sul livello del mare. E&#8217; stato costruito fra il 1923 e il 1927 per conto del noto architetto triestino Arduino Berlam (artefice inoltre di altre opere &#8220;tergestine&#8221; quali la Scala dei Giganti che si affaccia su Piazza Goldoni) e dello scultore Giovanni Mayer.</p>
<p>Dal punto di vista architettonico notiamo dapprima<strong> il bassamento</strong>, costruito con pietre di Orsera (dell&#8217;Istria) e pietre di Gabrie (del Carso). Qui troviamo un&#8217;incisione che si pensa sia stata voluta da Gabriele D&#8217;Annunzio, anche se non se ne hanno notizie certe: <strong>« SPLENDI E RICORDA I CADVTI SVL MARE (MCMXV &#8211; MCMXVIII) »</strong>. Effettivamente, il faro, oltre che al classico ruolo d&#8217;illuminare il Golfo di Trieste, <strong>assume anche un importante valore di monumento;</strong> la frase vuole commemorare i caduti del mare durante la Prima Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-59 aligncenter" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/scritta-faro.jpg" alt="scritta faro" width="500" height="375" /></p>
<p>Un altro simbolo storico è rappresentato <strong>dall&#8217;ancora del cacciatorpediniere Audace</strong>, ovvero la prima nave della Regia Marina Italiana che riuscì a solcare le acque del porto triestino. Si tratta di un <strong>famoso evento avvenuto nel 1918 </strong>che è ricordato anche nel  <strong>Molo Audace</strong> che ne prende il nome. <strong>Nell&#8217;ingresso, invece, troviamo due proiettili della corazzata austriaca Viribus Unitis</strong> il cui nome ricorda il motto dell&#8217;Imperatore Francesco Giuseppe I d&#8217;Austria e che affondò  nel porto di Pola, per l&#8217;appunto, il 1º novembre 1918.</p>
<p>Sul bassamento, inoltre, si erge <strong>una colonna bianca</strong>,  sopra la quale si trova il  &#8220;capitello&#8221; che sostiene la &#8220;coffa&#8221;, con netto riferimento all&#8217;albero della nave; qui trova spazio <strong>una gabbia di bronzo e cristallo che custodisce la lanterna-faro. </strong>Pensate che fu costruita a Napoli e che giunse a Trieste già montata. Mentre <strong>a ornare la &#8220;luce di Trieste&#8221; troviamo una statua di un marinaio</strong>, opera di Mayer, alta 7,2 metri.</p>
<p><strong>Sempre sulla colonna si aprono le due terrazze</strong>, <strong>anche se le visite, che sono gratuite, sono consentite solo fino alla prima</strong>; da qui potrete dominare l&#8217;intero golfo di Trieste e scattare qualche foto ricordo.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-61 aligncenter" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/faro-vittoria-3.jpg" alt="faro vittoria 3" width="375" height="500" /></p>
<p>Ma dobbiamo ancora parlare della <strong>Dea Alata Nike che bronzea spicca coi suoi 8,6 metri d&#8217;altezza sulla sommità del faro,</strong> anch&#8217;essa opera di Mayer. Ed è proprio questa Vittoria Alata che da il nome al faro, la Vittoria sui avversari austro-ungarici durante la Prima Guerra Mondiale. La statua, inoltre, è legata a una leggenda che la vedrebbe sbattere le ali durante i forti refoli di Bora.</p>
<p>E dopo aver parlato in lungo e in largo della costruzione, storia e miti legati al Faro della Vittoria, vi starete chiedendo come raggiungerlo, ed è una cosa che certamente vi raccomando, specie se vi trovate a Trieste durante una splendida giornata di sole perché<strong> il panorama vi lascerà di stucco.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-56" src="http://turismo.triestelive.it/wp-content/uploads/2009/12/faro-della-vittoria-2.jpg" alt="faro della vittoria 2" width="500" height="375" /></p>
<p><strong>Potrete arrivare al faro in macchina o con le corriere 42, 44 e 46 (da Piazza Oberdan).</strong></p>
<p><strong>ORARI DELLE VISITE:</strong></p>
<p>Dal 1 aprile al 30 settembre: 9.00 &#8211; 11.00 /16.00 &#8211; 18.00. Tutti i giorni tranne che il Mercoledì.<br />
Dal 1 ottobre al 31 marzo: 10.00 15.00. Solo domeniche e giorni festivi.</p>
<p><strong>INDIRIZZO: </strong>strada del Friuli 141 (tel. 040410461).</p>
<p><strong>ALTRE INFO:</strong> Il servizio di guida e sorveglianza è gestito dalla                 Cooperativa La Collina, tel. 040 8323201 fax 040                 816541</p>
<p>E se tutto questo non vi basta potete comprare il libro di<a href="http://www.ibs.it/code/9788886424790/zerboni-marino/faro-della-vittoria.html"> Zerbino Maroni</a> o diventare <a href="http://www.facebook.com/pages/Faro-della-Vittoria-Trieste/85349038088#/pages/Faro-della-Vittoria-Trieste/85349038088?v=info">fan su Facebook</a>.</p>
<p>Foto via Flickr: <a href="http://www.flickr.com/photos/cicibabin/321245007/">Foto 1</a>, <a href="http://www.flickr.com/photos/fluidotv/4012095286/">Foto 2</a>, <a href="http://www.flickr.com/photos/fluidotv/4012096054/">Foto 3</a>,  <a href="http://www.flickr.com/photos/mscolly/155463928/">Foto 4</a>,  <a href="http://www.triestelive.it/forum/gallery/menu.php?gallery=public&amp;album_id=4">Altre foto</a></p>
]]></content:encoded>
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